L’evoluzione dei prodotti casalinghi: la nostra padella preferita è ok?

640 468 Ines Mezzanotte

Bella, funzionale e sana: l’evoluzione che vorrei

 

La green economy

 

 

Amiamo fare shopping ed acquistare prodotti “con la coscienza pulita”, soprattutto quelli che hanno una storia da raccontare, che ci insegna qualcosa e ci danno qualcosa in cambio: un’esperienza. Si dà e si prende. Non è poi un trend così senza senso quello che sta emergendo, al contrario si tratta di una tendenza che arriva a toccare anche il settore degli articoli casalinghi. Se siamo ciò che mangiamo, non possiamo di certo ignorare ciò che utilizziamo per cucinarlo.

In cucina cresce sempre più l’interesse per la Green economy. Ma che cos’è? Concretamente, l’interesse a modelli produttivi che si focalizzano su tradizione e innovazione, attenti però ad equità e sostenibilità.

Più di un’impresa su cinque, nonostante il difficile periodo economico, ha investito nella green economy. L’investimento ha significato innovazione ma anche una concreta risposta alla crisi in atto. Sembra che in Italia si creda davvero “all’aspetto verde” dei prodotti.

Controllo dei processi produttivi, trasporti a basso impatto ambientale a zero packaging, soluzioni che sembriamo apprezzare sempre più e che stanno cambiando le nostre abitudini e comportamenti d’ acquisto. Sarà merito forse del web, ma essendo sempre più informati, pretendiamo ormai, quando acquistiamo, di sentirci proporre prodotti sani ed equi. La local buy, per esempio, l’acquisto di prodotti locali, è un trend in constante crescita.

L’imputata n°1: la padella

 

 

C’è un prodotto, che ognuno di noi utilizza, che risulta essere proprio indispensabile oggigiorno, ma che allo stesso tempo, è fonte di grandi punti interrogativi. Quale? Semplice, il rivestimento antiaderente.

Per essere rispettosa dell’ambiente nel processo produttivo non deve essere utilizzato il PFOA e per rispettare la nostra salute, il rivestimento non deve contenere nichel e metalli pesanti. Inoltre deve essere anche bella, non richiedere l’uso di olio e grassi per cucinare, avere un bel packaging che ci spieghi con semplicità e trasparenza che si tratta di un prodotto riciclabile.

Quindi ciò di cui abbiamo bisogno è qualcosa che sia bello, funzionale e sano, ma tutto ciò esiste?

Con l’antiaderente si realizza una cucina sana, dietetica e rispettosa dell’ambiente. È  stato scientificamente dimostrato che l’uso in cucina di pentolame antiaderente è sicuro, in quanto il cibo non si attacca al fondo evitando lo sviluppo di sostanze tossiche a causa del surriscaldamento e disidratazione. È sano per noi, perché ci permette di utilizzare meno grassi nel cucinare e lo è per l’ambiente, perché richiede minore quantità di detersivo per la pulizia.

Sembra che l’antiaderente non sia affatto dannoso. Lo affermano anche numerose agenzie di regolamentazione europea come l’European Food Safety Authority e la Food and Drug Administration. Sebbene l’antiaderente che inizia a rovinarsi ci spaventa, sembra che addirittura, il fluoropolimero, utilizzato nei rivestimenti antiaderenti per padelle, sia lo stesso che viene anche impiegato in chirurgia per rivestire gli stimolatori cardiaci ed anche in chirurgia toracica. Quindi utilizzare il pentolame graffiato non sembrerebbe essere così dannoso, tuttavia andrebbe sostituito perché cesserebbe di assolvere la sua funzione antiaderente.

Curiosità?

 

 

È notizia recente il ritrovamento a Cuma, in provincia di Napoli, di alcuni resti delle cosiddette cumanae testae; teglie in ceramica di epoca romana dotate di un rivestimento interno che grazie alla superficie liscia e spessa, impediva ai cibi di attaccarsi. Gli inizi della ricerca di strumenti che permettessero di cucinare gli alimenti in modo più efficiente, non è quindi così recente.

I suggerimenti ricavati dal passato non tramontano, come dimostrano ad esempio le nuove collezioni effetto pietra che tanto ci piacciono, come è vero che la passione per il vintage ci affascina sempre di più.

5 accortezze e cosa controllare

 

 

Nonostante sembri che il rivestimento antiaderente non sia dannoso, ci sono tuttavia delle accortezze pratiche nell’utilizzo corretto di utensili antiaderenti, che potrebbero sembrare scontate ma che è meglio riassumere:

  1. Prima del primo uso, lavare la pentola con acqua calda e sapone e oliatela appena al suo interno
  2. Non riscaldare mai la padella vuota, utilizzare una fonte di calore di dimensioni opportune
  3. Lasciare raffreddare l’utensile, evitare gli sbalzi di calore ponendolo subito dopo l’uso sotto il getto d’acqua
  4. Non utilizzare utensili che potrebbero danneggiarla e non tagliare cibo al suo interno
  5. Non utilizzare mai pagliette abrasive 

Un’evoluzione dei prodotti casalinghi è fuor di dubbio in atto. L’applicazione dell’antiaderente stesso sull’alluminio della struttura, la colorazione esterna, i solventi e i metalli utilizzati, made in Italy, dai materiali alla produzione, il packaging riciclabile. I fattori che possiamo considerare determinanti per la scelta di prodotti sani ed ecosostenibili. Anche eventuali marchi sul prodotto, come sigla ISO che identifica le aziende con alcuni standard ambientali.

È sicuramente la tendenza che nell’immediato futuro andrà sempre più a contraddistinguere i prodotti casalinghi.

AUTORE

Ines Mezzanotte

Tutte le storie di: Ines Mezzanotte